mercoledì 25 novembre 2020

Alle origini del mito: La Moto Guzzi California 1400




Eicma 2012, Allo stand della Guzzi vengono tolti i veli all'erede della California 1100. Proposta inizialmente in 2 versioni ovvero la Touring e Custom , la nuova California aumenta di cilindrata fino a raggiungere i 1400 cc, grazie ad un nuovo propulsore a 4 valvole e 2 candele per cilindro, incastonato in un inedito telaio, tramite un sistema di fissaggio elastocinematico che ne abbatte significativamente le vibrazioni e, che sporge in maniera minacciosa ai lati del serbatoio sagomato. Il nuovo cuore dell'ammiraglia Guzzi, vanta altresì soluzioni avveniristiche per il segmento come: il comando del gas ride by wire che consente di avere tre mappature motore, ed un sistema di controllo di trazione settabile su tre posizioni oltre che escludibile (prima cruiser a possederlo). L'interasse aumenta di ben 125 mm arrivando a quota 1685. Per frenare 322 kg di peso, ci pensa un impianto Brembo a doppio disco anteriore da ben 320 mm di diametro morsi da pinze a 4 pistoncini ad attacco radiale, che guadagna l'ABS ma perde la frenata integrale.

Versioni:

California Touring: è la versione più turistica, presente fin dal debutto, dotata di parabrezza stile americano, grosse valigie laterali e manubrio a corna di bue. Nel 2017 uscirà la Touring SE meglio accessoriata e con vernice bicolore.

California Custom: costruita dal 2013 al 2017, si presentava come una versione streetfighter della California, grazie alla linea minimalista, al manubrio sportivo e alla sella ad un posto e mezzo.

Audace : nata nel 2015, si propone come modello ancora più sportivo della custom, grazie al manubrio T bar, al nuovo fanalino tondo più piccolo, alle pedane arretrate e hai corti silenziatori a megafono.

Eldorado : costruita dal 2015 è la versione old-style della serie 1400, chiaramente ispirata alle famose Guzzi Eldorado dei primissimi anni 70. Si contraddistingue oltre che per il manubrio a corna di bue e all'assenza del parabrezza, anche per le ruote entrambe da 16 pollici dotate di razze e pneumatici tubeless con fascia bianca.

MGX-21 costruita a partire dal 2017, reinterpreta in chiave più sportiva i classici canoni stilistici delle moto bagger. Caratterizzata oltre che dalle sovrastrutture in fibra di carbonio Che integrano le valigie laterali, anche per la monumentale ruota anteriore da ben 21 pollici e da un inedito impianto audio.

Dati Tecnici:

  • Motore: 4T, 2 cilindri, alesaggio per corsa
  • 104x81,2 mm, cilindrata 1.380 cc, rapporto di
  • compressione 10,5:1, 4 valvole per cilindro, 
  • lubrificazione a carter umido, raffreddamento ad aria e olio,
  • potenza max 96 CV (71 kW) a 6.500 giri, coppia
  • max 120 Nm (12,3 kgm) a 2.750 giri, Euro 3 e (poi 4) .
  • Alimentazione: iniezione elettronica Magneti
  • Marelli, diametro corpo farfallato 52 mm; capa-
  • cità serbatoio carburante 20,5 litri compresa la
  • riserva (5 litri).
  • Accensione: elettronica digitale; 2 candele per
  • cilindro NGK LMAR8F.
  • Avviamento: elettrico.
  • Impianto elettrico: batteria 12V-18Ah.
  • Trasmissione: primaria a ingranaggi a denti
  • elicoidali, rapp. 1,346 (26/35); finale a cardano,
  • rapp. 3,600 (10/36).

  • Cambio: a 6 marce, valore rapporti 2,235
  • (17/38) in prima, 1,700 (20/34) in seconda,
  • 1,348 (23/31) in terza, 1,115 (26/29) in quarta,
  • 0,968 (31/30) in quinta, 0,800 (30/24) in sesta.
  • Frizione: monodisco a secco con com. idraulico.

  • Telaio: doppia culla chiusa in tubi d’acciaio con
  • fissaggio elastico del motore, inclinazione can-
  • notto di sterzo 32°; avancorsa 155 mm.

  • Sospensioni: ant. forcella idraulica telescopica
  • con steli da 46 mm, escursione ruota 120 mm,
  • post. forcellone oscillante con due ammortizza-
  • tori idraulici regolabili nel precarico molla, escur-
  • sione ruota 110 mm.

  • pneumatici tubeless, ant. 130/70-18” (130/90-16 per Eldorado) (120/70-21 per MGX-21)
  • post. 200/60-16”(180/65-16 per Eldorado) (180/60-16 per MGX-21)
  • Freni: ant. doppio disco da 320 mm con pinze
  • ad attacco radiale a 4 pist.; post. disco da 282

  • mm con pinza a 2 pistoncini.
  • Dimensioni (in mm) e peso: lunghezza 2.445,
  • larghezza 1.030, altezza 1.460, interasse 1.685 (1700 per MGX-21),
  • altezza sella 740 (720 opt.), luce a terra 165;
  • peso in ordine di marcia Touring 337 kg (Custom 318kg) ( Eldorado 314 kg)  (Audace 299kg) (MGX-21 341 kg)

mercoledì 18 novembre 2020

Alle origini del mito: La Moto Guzzi California 1100



Correva l'anno 1994 quando, la Moto Guzzi decise di mettere mano pesantemente alla sua ammiraglia. La cilindrata crebbe fino a 1063 cc, con modifiche estese a tutto il gruppo termico: albero motore più leggero, valvole maggiorate e corpi farfallati da 40 mm. Sul lato ciclistica si segnalavano: nuovi ammortizzatori bitubo regolabili, forcella dalla corsa aumentata e nuovi cerchi a raggi. Da segnalare che la versione a carburatori era ancora disponibile ma con carburatori da 36 mm, ben più grossi dei precedenti 30 mm.

Versioni:

California EV ( evolution ) anno 1997, dotata di molte parti cromate, nuova sella che ne determina una migliore posizione di guida, forcella Marzocchi da 45 mm, freni Brembo serie oro da 320 mm e cerchi BBS tubless a raggi.

California Special anno 1998: Rispetto alla EV ha un manubrio più basso, pedane tradizionali, nuovi fianchetti e parafango posteriore con fanalino carenato, nata per dare sensazioni di guida più dinamiche e con look più modaiolo.

California Jackal anno 1999: Una variante più essenziale che rinuncia alla frenata integrale e dispone di un solo disco anteriore, ha una strumentazione più essenziale è una dotazione estetica minimalista con poche cromature. Il motore era alimentato da più economici carburatori. Questo le faceva risparmiare ben 5 milioni di lire dalla EV e, si proponeva come una moto pronta per essere personalizzata.

California EV 80 anno 2001: versione commemorativa dell'ottantesimo anniversario della Moto Guzzi, derivata dalla EV con particolari in pregiata pelle di poltrona Frau, come valigie sella e chiave di avviamento, si distingueva per un nuovo cupolino e paravento alle gambe. Disponibile solo in rosso vintage.

California special sport 2001: derivata dalla special ma con manubrio T-bar per una guida più coinvolgente

California Stone 2002: simile alla Jackal ma dotata di iniezione elettronica, era subito riconoscibile per il basamento motore e carter cambio verniciati in nero opaco.

California Metal 2002: versione della Stone dotata di sella comfort, serbatoio e cavalletto laterale cromati e coperchi valvole verniciati.

Motore a punterie idrauliche fine 2002: dalla fine del 2002 tutte le versioni verranno equipaggiate con punterie idrauliche allo scopo di allungare gli intervalli di manutenzione e diminuire la rumorosità meccanica. Problemi di affidabilità risolti con un richiamo in garanzia ne decreteranno la scomparsa nel 2006.

California Aluminium/titanium anno 2003: derivate dalla special sport si caratterizzavano, oltre che per il nuovo motore a punterie idrauliche, da nuove colorazioni che ne caratterizzano l'immagine sportiva.

California Stone Touring anno 2003: versione della Stone dotata di parabrezza, sella comfort e valigie laterali.

California EV Touring anno 2003: la nuova ammiraglia riceve il motore a punterie idrauliche, il parapiedi e un cupolone protettivo maggiorato.

California Classic 2006: ritorno alle punterie meccaniche grazie al motore derivato dalla breva, look ispirato al passato.

California Vintage 2006: per festeggiare i 35 anni del modello California, venne lanciata sul mercato la Vintage, con estetica decisamente ispirata alla T3 grazie alla sella bicolore, il serbatoio decorato con fregi, il parabrezza stile yenkee, il parafango anteriore cromato e le borse laterali il stile Chip's. 

California 90 2011: Modello celebrativo dei 90 anni di Moto Guzzi, di colore arancione e bianco era distinta dalla scritta Guzzi sul serbatoio in stile anni '30.

Il progetto California 1100 si interruppe nel 2013 con la presentazione del modello 1400, ma questa è un'altra storia.....

Dati tecnici riferiti al modello 1994

Motore: Bicilindrico a V di 90°, alesaggio e corsa 92x80 mm, cilindrata totale 1064 cc, rapporto di compressione 9.5 : 1, coppia 9.3 kgm a 5000 giri/minuto, potenza massima 75 cavalli a 6400 giri/minuto, distribuzione a 2 valvole in testa per mezzo di aste e bilancieri, accensione elettronica , avviamento elettrico, alimentazione a carburatori o iniezione elettronica.

Trasmissione: frizione a secco, cambio a 5 rapporti, trasmissione ad albero con giunto cardanico.

Telaio: a doppia culla scomponibile, forcella telescopica, forcellone oscillante con doppi ammortizzatori regolabili, pneumatici anteriori 110/90-18 e posteriori 140/80-17 tubless o tubetype. Freno anteriore a doppio disco diametro 300 mm e posteriore a disco singolo diametro 270 mm, frenata combinata Moto Guzzi.

Pesi ed ingombro: passo 1560 mm, lunghezza massima 2355 mm, larghezza massima 980 mm, peso 245 kg a secco, serbatoio benzina 22.5 lt

Prestazioni: velocità massima 190 km/h consumo 6.5 litri per 100 km

sabato 29 agosto 2020

Alle origini del mito: Moto Guzzi Nevada





Nonostante la Nevada sia fuori dal listino da diversi anni, continua ad essere una delle Guzzi più ricercate ed apprezzate, grazie, al peso ridotto, allo stile indiscutibile, alla sua fama di moto molto affidabile, parca nei consumi e dalla manutenzione economica. Una moto la cui storia si allunga per ben 25 anni, sempre migliorata ma sempre uguale a se stessa. Col suo borbottio al minimo, le vibrazioni a volte fastidiose ma uniche e, la sua coppia di rovesciamento in folle che sulle prime lascia alquanto sbigottiti. Una moto che ha segnato un profondo solco nei cuori di chi l'ha posseduta, ed amata, Una moto eclettica: adatta al neofita ma, anche al motociclista di ritorno nonché a chi, stanco di moto sempre più pesanti cerca qualcosa di più umano. Custom si, ma che non disdegna le curve, la vita in coppia, l'aperitivo al bar e i viaggi anche impegnativi. Dotata di un motore robusto ed affidabile, non potente ma con la coppia giusta si stacca dal mondo custom grazie ad una facilità di guida quasi commovente.

Ripercorriamone insieme la storia:

Correva l'anno 1991 e il mercato delle moto custom di media cilindrata italiane era in piena crisi. Ducati e Moto Morini cessarono la produzione delle loro custom, ed anche la Florida non se la passa bene, ad eccezione della..... 

......350 che vende ancora bene, vuoi per lo stile riuscito, vuoi per la fama di moto onesta ed affidabile, vuoi soprattutto per l'iva al 18% che la rende economicamente vantaggiosa. 

Fu così che i vertici Guzzi pensarono di aggiornare esteticamente la Florida 350 e, lanciare sul mercato il nuovo modello denominato V35 Nevada. Al principio doveva essere l'unica cilindrata disponibile, ma ben presto le affiancarono alla più potente 750, utilizzando il motore già in uso sulle enduro e sulle sportouring della casa Lariana. La scelta si rivelò fortunata e a partire dal 1999 la 750 fu l'unica cilindrata rimasta a listino, grazie anche ad un ritrovato interesse, a metà degli anni '90, per le cilindrate medie. le regine del mercato erano infatti le Honda Shadow e le Yamaha Dragstar 650, seguite però a vista dalla Guzzi Nevada. Gli utenti ne apprezzarono subito il comportamento stradale da vera moto, con una particolare predilezione, caso più unico che raro, per le strade tortuose, complice l'interasse di soli 1467 mm, il peso contenuto in 179kg, la posizione di guida seduta più che sdraiata e l'angolo di piega notevole per il segmento.

Nel corso degli anni la Nevada riceverà diversi aggiornamenti, nel 2002 arriva l'iniezione elettronica ed i freni Brembo da 320mm, nel 2010 le verrà regalato un generoso restyling, ed infine nel 2012 riceverà il motore da 51 Cv con corpo farfallato singolo.

La storia della Nevada si interromperà solo nel 2016, dopo ben 25 anni di onorato servizio, con l'arrivo della sua erede: la Moto Guzzi V9, ma questa è un'altra storia......

https://www.moto.it/prove/moto-guzzi-nevada-750-classic.html

https://www.motorbox.com/moto/moto-viste-e-provate/moto-primo-contatto/moto-guzzi-nevada-750-1

https://www.omnimoto.it/reviews/280005/moto-guzzi-nevada-750-aquila-nera-test/

https://www.infomotori.com/moto/moto-guzzi-nevada-classic-750-test-ride_100442/

https://www.infomotori.com/moto/moto-guzzi-nevada-test-ride_96906/

venerdì 10 luglio 2020

Alle origini del mito: La Moto Guzzi California III



La California 3, venne immessa sul mercato a luglio del 1987, le sue linee erano in parte anticipate palla più piccola Guzzi Florida, e si caratterizzavano da un nuovo style molto più Yankee, con serbatoio impennato in avanti e fianchetti raccordati ad esso. Questo nuovo stile accompagnerà la California per ben 25 anni, fino all'arrivo della California 1400 presentata nel 2012. Il motore era lo stesso della versione precedente, ma fu la prima custom al mondo, ad essere equipaggiata, a richiesta, di iniezione elettronica. Oltre alla versione classica con parabrezza, questa moto venne proposta anche con una carenatura integrale, in modo da entrare anche nel segmento delle super tourer, già allora dominato dalla Honda Gold Wing e dalla scomparsa Yamaha Royal Venture. La dotazione di serie prevedeva oltre alla classica frenata integrale Moto Guzzi, anche blocchetti dei manubri migliorati nella efficienza ed affidabilità, e il contagiri, scelta inusuale per una moto custom. Durante il 1991 per festeggiare i 70 anni della fondazione della Guzzi, venne lanciata la versione anniversario, prodotta in una serie limitata di esemplari, si distingueva per la colorazione amaranto/rosso corallo e la sella in pelle.
Nel 1994 la California 3 lascerà il posto alla California 1100 che ne ripeterà l'estetica, ma con il nuovo motore di 1064 cc, ma questa è un' altra storia

Motore: Bicilindrico a V di 90°, alesaggio e corsa 88x78 mm, cilindrata totale 948.8 cc, rapporto di compressione 9.2 : 1, coppia 7.7 kgm a 5200 giri/minuto, potenza massima 65 cavalli a 6700 giri/minuto, distribuzione a 2 valvole in testa per mezzo di aste e bilancieri, accensione elettronica a captatore magnetico ed anticipo variabile, avviamento elettrico, alimentazione a carburatori o iniezione elettronica.

Trasmissione: frizione bidisco a secco, cambio a 5 rapporti, trasmissione ad albero con giunto cardanico.

Telaio: a doppia culla scomponibile, forcella telescopica, forcellone oscillante con doppi ammortizzatori regolabili, pneumatici anteriori 110/90 V 18 e posteriori 120/90 V 18 tubless o tubetype. Freno anteriore a doppio disco diametro 300 mm e posteriore a disco singolo diametro 270 mm, frenata combinata Moto Guzzi.

Pesi ed ingombro: passo 1550 mm, lunghezza massima 2330 mm, larghezza massima 980 mm, peso 272 kg a secco, serbatoio benzina 25 lt

Prestazioni: velocità massima 190 km/h consumo 6.5 litri per 100 km

giovedì 18 giugno 2020

Alle origini del mito: La Moto Guzzi Florida



Visto il successo delle moto in stile yankee made in Mandello, altre case motociclistiche italiane si gettano a capofitto nella mischia tentando di accaparrarsi la loro fetta di mercato. Al salone di Milano del 1985 debuttarono infatti la poco fortunata Ducati Indiana, la più apprezzata Moto Morini Excalibur. Da parte sua la Guzzi rispose con l'erede della fortunata V35/65C : la V35 e V65 Florida. La nuova Guzzi mantenne i parafanghi cromati, ma a livello estetico cambiò praticamente tutto, a cominciare dal serbatoio impennato in avanti e raccordato con nuovi fianchetti, il grosso sellone biposto e tutto l'impianto elettrico. Anche il motore V35 differì completamente dal vecchio, verniciato in nero e con nuove misure di alesaggio e corsa, passate da 66x50,5 a 74x40,6 e guadagnando carburatori da 28 e accensione elettronica. Come nel caso della serie C la nuova V65 presenta di serie le motovaligie ed un ampio parabrezza turistico.
Nonostante un'estetica accattivante ed un prezzo ragionevole, questa serie non ebbe il successo della precedente e nel '91 venne sostituita dalla fortunatissima Nevada, ma questa è un'altra storia.....

MOTORE V35 tra parentesi V65 
Tipo : 4 tempi, bicilindrico a V di 90° Alesaggio 74 mm e Corsa 40,6 mm (80 x 64)
Cilindrata : 349,2cc (643cc)
Rapporto di compressione 10,3:1 (10:1)
Potenza massima : 32 CV a 8400 giri/min (52 CV a 7000 giri/min)

DISTRIBUZIONE
A valvole in testa con aste e bilanceri

FRIZIONE
Tipo monodisco a secco con molla a diaframma.

CAMBIO
A cinque marce con ingranaggi sempre in presa ad innesto frontale.

TRASMISSIONE
Trasmissione primaria: a ingranaggi,
Trasmissione secondaria: ad albero con giunto cardanico e ingranaggi conici.

INGOMBRI E PESO
Lunghezza massima: 2,210 m
Larghezza massima: 0,870 m
Altezza masima: 1,190 m
Passo (a carico): 1,505 m
Peso (a secco) : 170 kg

SERBATOIO
17 Litri (riserva 5 Litri)

ACCENSIONE
Elettronica con anticipo automatico

ALIMENTAZIONE
Due carburatori Dell’Orto VHB 28 FD/FS. (30 mm)

AVVIAMENTO
Elettrico.

RAFFREDDAMENTO
Ad aria

TELAIO
A culla con struttura tubolare.

SOSPENSIONI
Anteriore: forcella telescopica con ammortizzatori oleopneumatici.
Sospensione posteriore: a forcellone oscillante con molle regolabili concentriche agli ammortizzatori oleopneumatici.

FRENI 
Freno anteriore: a doppio disco Ø 260 mm
Freno posteriore : a disco Ø 235 mm
Sistema di frenata integrale Guzzi

PRESTAZIONI
Velocità massima: 150 km/h (oltre 170 km/h)

PNEUMATICI
Anteriore : 90/90-18 (100/90 - 18)
Posteriore : 120/90-16 (130/90 - 16)

sabato 13 giugno 2020

La storia della Guzzi attraverso le sue moto: Il Galletto



Nel dopoguerra, in Italia, scoppia la moda degli scooter, mezzi semplici ed economici che offrono un minimo riparo dalle intemperie e, danno la possibilità anche a chi non può permettersi un'automobile, di acquistare un valido mezzo di trasporto personale. 
Come abbiamo già visto, il geniale ingegnere Corradino D'Ascanio, che detestava le moto, perchè le trovava difficili da condurre e, poco pratico il dover scavalcare la sella per salirvi, progettò quel incredibile successo commerciale che fu la Piaggio Vespa. D'altra parte Carlo Guzzi detestava gli scooter perché li riteneva poco sicuri, per via delle ruote piccole e, poco piacevoli da condurre. Ma la Moto Guzzi non poteva estromettersi da un mercato promettente come quello degli scooter, fu così che lo stesso Carlo Guzzi progettò un nuovo veicolo di trasporto, in grado di unire i vantaggi delle moto con quelli del motoscooter, ossia: facilità nello scendere e salire, protezione per il guidatore, la ruota di scorta, la sicurezza data dalle ruote alte e una guida piacevole tipica di una moto. Il nuovo veicolo venne denominato Galletto e si discostava parecchio dal suo concorrente Piaggio. Il motore innanzitutto non era un 2 tempi oscillante con funzione di forcellone, ma come le moto coeve era un 4 tempi ad aste e bilancieri orizzontale. La lubrificazione a carter secco ne determinava una gran affidabilità e longevità. Esso venne istallato fisso al centro del telaio come sulle moto e come quest'ultime era dotato di un forcellone monobraccio posteriore e trasmissione finale a catena. Il cambio a 3 velocità era ad azionamento a pedale, e le prestazioni di tutto rispetto. Quando venne immesso sul mercato, nel 1950, il suo motore di 160 cc, forte di 6 cavalli, spingevano il veicolo fino ad 80 km/h.
Durante i 16 anni di produzione la cilindrata venne aumentata più volte, nel 1952 salì a 175cc, poi nuovamente nel 1954 venne portata a 192 cc. Nel 1960 l'adozione di un dinamotore lo fece diventare il primo scooter al mondo dotato di avviamento elettrico.
La storia del Galletto si concluse nel 1966 dopo 71060 esemplari costruiti, a seguito della riorganizzazione dell'assetto societario, dovuta alla grave crisi di vendita delle moto negli anni 60.

PS curiosità N.1: Il veicolo aveva caratteristiche tecniche estremamente originali, ma la più singolare era l'assenza dell'albero a gomiti, sostituito da un volantino con il perno della biella montato a sbalzo!

Curiosità N.2: Nel 1993 la Aprilia, futura proprietaria del marchio Moto Guzzi, presentò lo Scarabeo, uno scooter che riprense l'idea delle ruote alte del Galetto.

Interasse: 1310 mm Massa a vuoto: 107 kg Serbatoio: 7 litri
Meccanica
Tipo motore: monocilindrico orizzontale quattro tempi Raffreddamento: ad aria
Cilindrata 159,5 cm³ in seguito 175 cm³ poi 192 cm³
Distribuzione: aste e bilancieri Alimentazione: un carburatore Dell'Orto
Potenza: 6 CV, 7 CV per il 175 cm³ e 7.5 CV per il 192 cm³
Frizione: multidisco in bagno d'olio Cambio: sequenziale a 3 marce sempre in presa (4 dal 175 cm³) con comando a pedale
Accensione a volano magnete Marelli o Filso
Trasmissione primaria a ingranaggi; secondaria a catena
Avviamento a pedale (con dinamotore dal 1960)
Ciclistica
Telaio in profilati e lamiera
Sospensioni Anteriore: forcella telescopica e bracci oscillanti / Posteriore: forcellone oscillante e due ammortizzatori a frizione
Freni Anteriore: a tamburo / Posteriore: a tamburo
Pneumatici anteriore 2.75-17"; posteriore 3.00-17"
Prestazioni dichiarate
Velocità massima 80 km/h (85 km/h dal 175 cm³)
Consumo da 2,6 a 3 l/100 km

venerdì 5 giugno 2020

Alle origini del mito: nascono le Custom serie piccola



All'inizio degli anni '80, le moto sportive italiane persero l'interesse del pubblico, ma una nuova moda stava lentamente prendendo piede..... In Tv passavano film come "Easy Rider" ed "Il Selvaggio" o serie TV come "Chip's" o "Happy Days", i motociclisti nostrani spinti dalla voglia di moto dal gusto Yankee cominciarono a"customizzate" tranquille moto nipponiche o nostrane con manubri a corna di bue, pedane avanzate e lunghe selle con frange. 
In questo frangente la Moto Guzzi, che si era già ritagliata la sua fetta di mercato grazie alla sua decennale esperienza nelle moto cruiser, decise di ampliare la sua offerta verso il basso (di cilindrata) sfruttando il motore serie piccola V50 e V35.
L'operazione fu più costosa di quello che sembra, nonostante il telaio derivato dalla serie piccola, il forcellone verrà ricostruito ex novo, più lungo di 4 cm e con possibilità di montare una gomma posteriore più panciuta grazie anche ai cerchi in alluminio specifici. La forcella era la stessa montata sul V65 ed il motore, il conosciuto V35/V50 dotato di valvole parallele (per ridurre i costi di costruzione), con le curiose testate tagliate a fetta di salame per ridurre gli ingombri laterali. L'estetica venne personalizzata da ampi parafanghi cromati, serbatoio a goccia e ampio manubrio a corna di bue.
Fu così che al salone di Milano del 1981 gli italiani che sognavano una California ma erano spaventati dal prezzo e dal peso, scoprirono le nuove nate di Mandello, più leggere, facili e con costi di gestione più contenuti. Il successo fu immediato, sopratutto per la 350 che poteva vantare l'IVA agevolata al 18% contro il 38% della sorella maggiore e, grazie alla cilindrata ridotta, poteva essere condotta anche dai diciottenni.  
Con un pò di ottimismo la casa dichiarava una velocità di punta di oltre 150 km/h per la V35 e ben 165 km/h per la più potente V50, anche se le riviste specializzate cronometrarono comunque i lusinghieri risultati di 143 e 155 km/h .
Gia nel corso del 1984, la V50 venne sostituita dalla più potente V65C, accreditata di ben 52 cavalli che, dotata di serie di borse laterali e parabrezza, sfidava apertamente la concorrenza nipponica ed americana in confort, prestazioni velocistiche ed accelerazione. 
La storia della serie C si interruppe nel 1986 con la presentazione della sua degna erede, la V35 e V65 Florida, ma questa è un'altra storia.....
PS nessuno ha mai chiarito se la sigla C stava per Custom o California, ma è giusto che il mistero rimanga tale!

MOTORE V35 tra parentesi V50 e V65 
Tipo : 4 tempi, bicilindrico a V di 90° Alesaggio 66 mm e Corsa 50,6 mm (74 x 57 V50 e 80 x 64 V65)
Cilindrata : 346cc (490cc V50 e 643cc V65)
Rapporto di compressione 10,5:1 (10,4:1 V50 e 10:1 V65)
Potenza massima : 35 CV a 8100 giri/min (47 CV a 7500 giri/min V50 e 52 CV a 7000 giri/min V65 )

DISTRIBUZIONE
A valvole in testa con aste e bilanceri

FRIZIONE
Tipo monodisco a secco con molla a diaframma.

CAMBIO
A cinque marce con ingranaggi sempre in presa ad innesto frontale.

TRASMISSIONE
Trasmissione primaria: a ingranaggi,
Trasmissione secondaria: ad albero con giunto cardanico e ingranaggi conici.

INGOMBRI E PESO
Lunghezza massima: 2,200 m
Larghezza massima: 0,960 m
Altezza masima: 1,175 m
Passo (a carico): 1,460 m
Peso (a secco) : 165 kg (170 kg per V65)

SERBATOIO
15 Litri (riserva 2 Litri)

ACCENSIONE
A spinterogeno, con doppio ruttore ed anticipo automatico a masse centrifughe.

ALIMENTAZIONE
Due carburatori Dell’Orto VHB 26 FD/FS. (da 28 mm per V50 e da 30 mm per V65)

AVVIAMENTO
Elettrico.

RAFFREDDAMENTO
Ad aria

TELAIO
A culla con struttura tubolare.

SOSPENSIONI
Anteriore: forcella telescopica con ammortizzatori oleopneumatici.
Sospensione posteriore: a forcellone oscillante con molle regolabili concentriche agli ammortizzatori oleopneumatici.

FRENI 
Freno anteriore: a doppio disco Ø 260 mm
Freno posteriore : a disco Ø 235 mm

Sistema di frenata integrale Guzzi

PRESTAZIONI
Velocità massima: 150 km/h (165 km/h per V50 e oltre 170 km/h per V65)

CONSUMO CARBURANTE
Litri 4,3 per 100 km (5 litri per 100 km V50 e 5,
5 litri per 100 km V65)

PNEUMATICI
Anteriore : 100/90 - 18
Posteriore : 130/90 - 16